MOSTRA “INVISIBILE AFRICA”




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spunti di riflessione sulla mostra “INVISIBILE AFRICA”, un privilegio difficile. 

Dopo il dialogo in classe con l’insegnante e la visita alla mostra stessa.

Il 21 settembre la mia classe 1°B è andata a visitare una mostra sull’Africa a Conegliano, ex cinema moderno, accompagnata dalla professoressa Prestigiacomo, intitolata “Invisibile Africa, un privilegio difficile”. Un titolo secondo me indovinato perché vuole far capire che questo grande continente viene considerato troppo poco per tutti i pregi che ha. Mi è piaciuta molto l’umiltà dei volontari che lavorano, non per farsi pubblicità, ma col cuore semplicemente per dare all’Africa parte di loro stessi. Fino alla sera prima dell’esposizione avevo poche conoscenze a riguardo, sapevo che le popolazioni erano povere e che il paesaggio era spoglio, ma non avrei mai immaginato che le condizioni di vita fossero così precarie.

Le foto scattate dal fotografo Enrico Bossan, appese ai muri di colore rosso (ROSSO: il colore della medicina), mi hanno incuriosito e stupito per il semplice motivo che molte persone fra quelle ritratte sono sorridenti e quasi felici, nonostante l’estrema povertà: bambini mezzi spogli, scalzi, giocavano tra quelle ”squallide”capanne costruite con materiali scarsi e inadatti; però ho visto anche molti bambini piangere e soffrire per malattie gravissime, per malformazioni causate dalla scarsa alimentazione che pian piano li porterà alla morte. Per un po’ di tempo sarà difficile dimenticare quelle immagini e ancor di più brontolare a casa per il cibo che non ci piace o che non ci va. Impressionanti sono stati i dati riguardanti i milioni di morti colpiti dall’AIDS, virus che dimezza quella popolazione. Non avrei mai creduto o immaginato che il dottor Bonario, persona colta ed intelligente che gentilmente ci ha fatto da guida, potesse aver vissuto come volontario tra la povertà, la fame e mille problemi quotidiani. Ma via via che visitavo la mostra mi sono reso conto che queste popolazioni non hanno solo malattie e miseria, ma sono anche grandi maestri d’amore, aiuto e fratellanza: sentimenti che ti riempiono dentro e valgono molto più della ricchezza materiale. 

                                                                    Testo di Massimo Castaldo