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Il sette in condotta? Non c'è più: chi è indisciplinato potrà riparare lavorando. |
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Lo statuto degli studenti e delle
studentesse è una carta di diritti e doveri, composta da cinque
articoli, che sostituisce i vecchi regolamenti del decreto regio del
1925. La scuola viene definita “luogo per maturare, educare e
studiare” dove insegnanti e alunni hanno pari dignità. La
carta contiene in sostanza quello che noi studenti abbiamo richiesto
nelle assemblee studentesche, ora bisognerà verificare come ciascuna
scuola emanerà le proprie regole interne. I
diritti: L’elenco
dei diritti è molto lungo: riguarda la possibilità di libera
espressione di opinione, di riunioni, di associazioni, e il diritto di
essere informati riguardo a progetti educativi degli insegnanti. Da
adesso le nostre opinioni sull’organizzazione e sui programmi avranno un
peso consistente. Ora potremmo esprimere il nostro parere anche riguardo i libri di testo,
il materiale didattico, i corsi di
recupero e la vita dell’istituto. I
doveri: Gli
studenti hanno il dovere di frequentare le lezioni e di studiare, di
mantenere un rapporto corretto nei confronti dell’istituto e del
personale nel quale lavora, di rispettare le strutture e le
attrezzature, di rendere accogliente il proprio istituto ed averne cura. La
condotta: E'
scomparso
l’incubo del famigerato sette il condotta, che annullava un anno
intero di scuola. Oggi i ragazzi indisciplinati non sono più penalizzati sul piano del
rendimento scolastico; sono abolite anche le espulsioni, mentre le
sospensioni dalle lezioni, da uno ad un massimo di 15 giorni, possono
essere decise solo da un organo collegiale, e non più dal capo di
istituto. Ma la grande novità è la seguente: uno studente che rischia la sospensione potrà patteggiare un lavoro per cancellare la sanzione; per esempio potrà riordinare la biblioteca dell’istituto, tenere aperto un laboratorio o svolgere l’attività di pulizia. Comunque dipenderanno dalla scuola le attività alternative alle punizioni. La vita scolastica degli studenti riuscirà a cambiare solo in relazione al modo in cui gli istituti sapranno organizzarsi per modificare il loro regolamento interno. |