Virilità degli uomini sotto accusa!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STORIA E LETTERATURA: cosa si nasconde dietro i grandi personaggi!!!!!!

“Vi è mai capitato di domandarvi perché alcune persone si comportino in modo strano o perché adottino alcuni atteggiamenti negativi nei riguardi di altri? A cosa sono dovute le esuberanze e le stranezze dell’uomo?

La principale causa è conseguenza di alcuni problemi personali quali l’incapacità sessuale.

L’uomo incapace si sente inferiore rispetto agli altri e cerca di nasconderlo dietro atteggiamenti che non lo lascino presupporre, come la manifestazione di violenza, collera e superiorità.

Gli uomini apparentemente virili quindi, potrebbero non esserlo affatto! Il fatto di sentirsi superiori in altri campi li compensa dei loro handicap.

Se noi capovolgendo la domanda ci chiedessimo quali sono state le cause che hanno mosso gli uomini più importanti della storia, quegli uomini il cui nome rimane tuttora nei libri di testo, cosa ci risponderemo?

Quali sono stati i motivi che li hanno spinti a differenziarsi dagli altri e ad esempio a prevalere sugli altri?

Il loro desiderio di sentirsi costantemente in competizione da dove nasce?

Le grandi imprese eroiche compiute, la voglia (per non chiamarla mania di grandezza) di voler istituire un grande impero e prevalere e dominare sugli altri quasi come una divinità, l’ostinarsi a costruire grandi monumenti, quali fondamenti ha, se non un’incapacità negli atti sessuali?

Spesso queste verità ci vengono nascoste per non destare il nostro imbarazzo, ma sono realtà!

Non affrontare un tale argomento per gli insegnanti significa solo semplificare le cose.

Alle volte si rivela più utile tacere che parlare: potrebbe essere un controsenso prendere come esempio alcuni importanti personaggi ed avere magari dei pregiudizi su quelle persone dichiarate diverse. Lo scopo che si prefiggono i professori è di farci capire la loro mentalità, di farci partecipi delle loro scelte, senza però rivelarci l’intera verità. Il problema nasce quando noi non ci accorgiamo delle loro condizioni e nessuno ce lo rileva, finendo con il credere che tali comportamenti sono di persone normali. Oddio, è per me molto difficile parlare di persone normali, molto più facile sarebbe definirle persone nella media: il concetto di normalità potrebbe essere vario a seconda delle  persone e sempre vero. A questo punto mi sorge un dubbio: tale comportamento, non ci potrebbe autocondizionare spingendoci a compiere atti che normalmente non compiremo? In letteratura non studiamo forse di autori che alla fine si sono suicidati a causa dei loro sentimenti e delle loro convizioni? Non dovremmo forse comprendere i motivi che li hanno spinti nei loro gesti estremi ed analizzarli non solo in previsione del compito o dell’ interrogazione? E se poi ci confidassimo con i nostri genitori su tali ideali, come la prenderebbero? Un figlio che al posto di pensare a farsi una famiglia si pone domande sul suicidio sicuramente spazientirebbe diversi genitori.

Un altro ecclatante esempio riguarda famosi pittori: la loro bravura spesso deriva dalla loro situazione di essere omosessuali: tale condizione ha stimolato e modificato la loro sensibilità per la realtà a tal punto da concepirla in maniera diversa. Non ci si stupisca se avevano una famiglia con figli, non è influente sulle loro condizioni mentali: l’omosessualità si può anche a nascondere. In questi casi il fatto che trovino il loro equilibrio nella pittura è senza dubbio positivo. Ma cosa accadrebbe se per realizzarsi non si limitassero alla pittura, ma si ponessero degli ideali di sovranità?

Il mondo sarebbe invaso da una stirpe di Carlo Magno intenzionati a sottomettere tutti per dimostrare la loro virilità, disposti a dichiarar guerra a tutti coloro che vedono come possibili rivali, appunto per quella loro sensazione di inferiorità che li spinge costantemente al confronto.

Un alto nome della storia, ad esempio, uno tra i più famosi è Napoleone Bonaparte: chi meglio di lui può rappresentare quella generazione di impotenti sessualmente che sono riusciti a beffare tutti. Le sue imprese sono degne di ricordo tant’è vero che occupa buona parte della storia dell’800, un uomo che per la sua piccola statura e per la sua impotenza se la prese con mezza Europa.

Il coraggio di certo non gli mancava, ma che cosa lo spingeva, cosa lo spronava a compiere tutte le sue imprese? Rabbia scatenata dal fatto di sentirsi impotente.

Prestate dunque attenzione nel valutare le gesta altrui. La prima domanda da porci sempre è: “Quale motivo li spinge? “

                                                                                   Casagrande Valentino V Bet

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